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Ultimissimi sforzi per arrivare al traguardo da vincitori!

“La Costituzione è una cosa seria” .
Questo è il messaggio del nuovo spot della campagna di Bersani. Fallo circolare più possibile. http://www.youtube.com/watch?v=3kDI32a5Bow
 
Forum su www.unita.it
Ieri Bersani è stato ospite della redazione dell'Unità. Leggi il resoconto o guarda il video se hai perso la diretta web http://www.bersanisegretario.it/dettaglio/111540/bersani_non_ci_saranno_scissioni_occupiamoci_di_chi_sta_male
 
Tutto sul voto di domenica
Trovi tutte le informazioni utili qui http://www.bersanisegretario.it/dettaglio/111532/informazioni_utili_per_il_voto
 
 
Cosa altro puoi fare per aiutare Bersani a diventare segretario del PD?
 
Pillole- video
Ecco una serie di piccoli video che mettono in evidenza alcuni temi del progetto che ci sta a cuore.
Guarda e diffondi il video-pensiero di Bersani http://www.bersanisegretario.it/gw/producer/producer.aspx?t=/speciali/pillole.htm
 
Condividi su Facebook
Leggi le frasi di Pier Luigi su www.bersanisegretario.it e condividile su Facebook con i tuoi familiari e i tuoi amici, per riuscire tutti insieme a dare un senso a questa storia http://www.bersanisegretario.it/gw/producer/producer.aspx?t=/speciali/frasi.htm
 
Inserisci un banner nel tuo sito o nel tuo blog
Ce ne sono tantissimi, li trovi qui http://www.bersanisegretario.it/dettaglio/111533/tanti_banner_per_il_tuo_sito
Scegli quello che ti piace di più e linka www.bersanisegretatio.it
 
Bersani per te: cosa è cambiato con le sue liberalizzazioni
Da lui azioni concrete e non solo parole. Guarda cosa è cambiato grazie alla sua azione di governo http://www.bersanisegretario.it/gw/producer/producer.aspx?t=/speciali/per_te.htm . Diffondi il materiale tra i tuoi amici
 
Diffondi una cartolina sui temi della mozione Bersani
Scegli tra tutte le cartoline http://www.bersanisegretario.it/gw/producer/producer.aspx?t=/documenti/indice.htm&tipodoc=81&title=cartoline  il tema più adatto per convincere i tuoi amici a votare Bersani alle primarie del 25 ottobre. 
 




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con Bersani




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Bersani:le imprese nel mio progetto

Bersani:le imprese nel mio progetto tra PD e PMI un patto economico-sociale- E sul fisco una Maastricht contro l'evasione.

Mi lasci partire da giugno.
Doveroso.
E' difficile sopravvalutare il suo ruolo nell'evoluzione civile e sociale di questo paese. E' stato un caposcuola. Un riformista. Ha aiutato a civilizzare i rapporti di lavoro.

Bersani finalmente é in arrivo il congresso. Dopo l'addio di Veltroni lei aveva auspicato che il partito sapesse tornare nelle fabbriche. Se le primarie confermeranno la sua maggioranza congressuale, comincerà da lì? Il mio sarà un partito popolare in chiave moderna. Dobbiamo rivolgerci ai lavoratori, alla piccola impresa, alle famiglie, alle nuove generazioni. E per dare concretezza a questo approccio dobbiamo essere radicati e presenti laddove questo popolo vive. C'é un pezzo d'Italia che é totalmente fuori dalla comunicazione. Dobbiamo arrivare anche a questa gente.

Come si fa?
Non é facile. Anche perché oggi c'é un nesso pericoloso tra questione democratica  e questione socio-economica. Con la nomina sostanziale dei parlamentari abbiamo una continuità governo-maggioranza, che rende possibile avere 24 voti di fiducia e 45 decreti in un anno. C'é un rapporto di comando del governo sulla maggioranza e del premier sul governo che si traduce in una pressione formidabile sui soggetti sociali ed economici, compresa l'informazione.

Anche per lei c'é un problema di libertà di stampa?
Io lo dico in un altro modo. Il problema é che, se c'é un presidente del Consiglio che in un giorno può far passare qualsiasi cosa, si determina una situazione di ricatto permanente sulle parti sociali e sulla stampa.

Non é che l'opposizione non svolge a sufficienza il ruolo che le é proprio?
L'opposizione ha le sue debolezze, non lo nego. E sto lavorando perché non le abbia ancora a lungo. Ma qui il problema é che é il Parlamento ad essere mortificato nella sua funzione. Io sono d'accordo a farla finita con le finanziarie di una volta. Ma non si puòdire: approviamo una tabellina e quando incasserò i soldi di un condono , farò un decreto con le misure vere. Amartya Sen dice che la democrazia é utile all'economia perché attraverso la discussione pubblica si correggono per tempo gli errori della politica economica. L'economia non é una scienza previsiva, quando prevede fa molti errori.

Non é il primo a dirlo...
Già, Tremonti. Ma lui lo dice per fare poi tutto lui, senza sentire nessuno. Invece la scienza economica può fare molto per individuare gli strumenti per correggere gli errori. Solo che per farlo serve una discussione pubblica aperta e ricca. Magari con il Parlamento al cenro. Ci vorrebbe una voce virile per dire:"ora basta".

In quella discussione lei cosa proporrebbe?
E' un anno che chiediamo un pò di miliardi per animare l'economia. Nessuno ha ricette risolutive, ma serve buon senso. Servono un pò di soldi da spendere nelle tasche degli italiani che ne hanno meno. Servono investimenti in piccole opere che partono in sei mesi. Bisogna aiutare le Pmi che hanno investito negli ultimi anni, dandogli una garanzia pubblica forte che non passi necessariamente per le banche. e ancora: innovazione per aiutare a fare nuovi prodotti e un piano sull'economia verde.

C'é chi ha proposto di abbattere la pressione fiscale sul lavoro, magari ricorrendo a una patrimoniale.
le tasse sul lavoro vanno abbattute e togliere tutta l'Ici é stato improvvido. Ma non sbandiererò il tema della patrimoniale. Io vedo un'operazione di medio periodo: una Maastricht della fedeltà fiscale. Portare in Italia  l'evasione a una distanza di non più di tre punti dalla media europea. E' un processo di civilizzazione fiscale che va ottenuto con incentivi e sanzioni, premiando anche le categorie che migliorano il tasso di fedeltà.

Quello dell'abbattimento della pressione fiscale può essere un tema del partito nuovo che avete in mente?
Assolutamente si, le tasse sul lavoro vanno ridotte. E in particolare sui redditi medio-bassi.

Qualcuno del partito la critica sostenendo che lei voglia tornare a un soggetto social-democratico classico.
Se ci fosse meno pigrizia si coglierebbe che nel '94 ero presidente dell'Emilia Romagna e lanciai il "progetto democratico", che poi divenne lista alle elezioni del '95. L'idea di attraversare le colonne d3Ercole della tradizione ce l'ho e credo di averlo anche dimostrato.

E' una risposta a Veltroni?
Non é una risposta a nessuno. Il mio progetto guarda avanti. Unisce i temi sociale, civico e liberale in un grande partito popolare.

E gli autonomi? Le piccole imprese? Come le raggiungerete?
Innanzitutto non dicendo che le abbiamo azzeccate tutte.

Riecco la polemica con Veltroni.
Eppoi, riconoscendo che, nella crisi, lavoratori e imprenditori si sono molto avvicinati, perché nella globalizzazione se su una barchetta in mezzo ai flutti e questo crea necessità di dialogo tra tutti. L'imprenditore che sta nelle regole fa pienamente parte del nostro progetto. Ci vuole un nuovo patto economico-fiscale, dove noi registriamo la centralità del sistema delle piccole e medie imprese.

Basterà a convincere quei ceti?
Lo spero, ma serve anche reciprocità. Per un commerciante é giustamente importante il livello di fiscalità e burocrazia, ma é anche importante quanti soldi ha la gente che arriva davanti ai negozi. Se la ricchezza viene distribuita meglio ci sarà più benessere per tutti. Questo va capito. Noi abbiamo peccato qualche volta per illuminismo, ma un recupero di civismo serve.

Su welfare e pensioni la socialdemocrazia in tutta Europa mostra segni di invecchiamento.
C'é una questione pensionistica vera. Chi oggi é giovane rischia di avere una pensione da fame. Dobbiamo riflettere su queste due gambe che abbiamo inventato siano sufficienti. Serve più redistribuzione.

Sentiremo da voi una parola finalmente chiara sull'allungo dell'età della pensione?
Non é questa la cosa più urgente. Io sono favorevole su un allungamento su base volontaria, ma il problema é quello delle pensioni dei giovani.

Per i giovani c'é anche un problema di accesso al lavoro. Lei é favorevole al contratto unico?
attenti agli slogan, ma una soluzione contrattuale più unificata che garantisca l'ingresso, che crei meccanismi di convenienza per processi di stabilizzazione, é assolutamente prioritaria. Ci sono varie proposte sul tavolo, una sintesi si può trovare.

E la partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese?
Ho delle perplessità. Un lavoratore che ha già la sua vita in azienda deve metterci anche i quattro soldi che ha?

Non é che su questo tema sente la pressione della CGIL?
Il PD non si farà tirare la giacca dal sindacato.Abbiamo una nostra visione della società. In cui per esempio c'é un ruolo forte della contrattazione decentrata. Come c'é ampio spazioper forme di bilateralità. Il mio PD avrà sui temi del lavoro e dell'impresa una posizione autonoma e dialogante con tutti.


FABRIZIO FORQUET
 




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Bersani:le imprese nel mio progetto

Bersani:le imprese nel mio progetto tra PD e PMI un patto economico-sociale- E sul fisco una Maastricht contro l'evasione.

Mi lasci partire da giugno.
Doveroso.
E' difficile sopravvalutare il suo ruolo nell'evoluzione civile e sociale di questo paese. E' stato un caposcuola. Un riformista. Ha aiutato a civilizzare i rapporti di lavoro.

Bersani finalmente é in arrivo il congresso. Dopo l'addio di Veltroni lei aveva auspicato che il partito sapesse tornare nelle fabbriche. Se le primarie confermeranno la sua maggioranza congressuale, comincerà da lì? Il mio sarà un partito popolare in chiave moderna. Dobbiamo rivolgerci ai lavoratori, alla piccola impresa, alle famiglie, alle nuove generazioni. E per dare concretezza a questo approccio dobbiamo essere radicati e presenti laddove questo popolo vive. C'é un pezzo d'Italia che é totalmente fuori dalla comunicazione. Dobbiamo arrivare anche a questa gente.

Come si fa?
Non é facile. Anche perché oggi c'é un nesso pericoloso tra questione democratica  e questione socio-economica. Con la nomina sostanziale dei parlamentari abbiamo una continuità governo-maggioranza, che rende possibile avere 24 voti di fiducia e 45 decreti in un anno. C'é un rapporto di comando del governo sulla maggioranza e del premier sul governo che si traduce in una pressione formidabile sui soggetti sociali ed economici, compresa l'informazione.

Anche per lei c'é un problema di libertà di stampa?
Io lo dico in un altro modo. Il problema é che, se c'é un presidente del Consiglio che in un giorno può far passare qualsiasi cosa, si determina una situazione di ricatto permanente sulle parti sociali e sulla stampa.

Non é che l'opposizione non svolge a sufficienza il ruolo che le é proprio?
L'opposizione ha le sue debolezze, non lo nego. E sto lavorando perché non le abbia ancora a lungo. Ma qui il problema é che é il Parlamento ad essere mortificato nella sua funzione. Io sono d'accordo a farla finita con le finanziarie di una volta. Ma non si puòdire: approviamo una tabellina e quando incasserò i soldi di un condono , farò un decreto con le misure vere. Amartya Sen dice che la democrazia é utile all'economia perché attraverso la discussione pubblica si correggono per tempo gli errori della politica economica. L'economia non é una scienza previsiva, quando prevede fa molti errori.

Non é il primo a dirlo...
Già, Tremonti. Ma lui lo dice per fare poi tutto lui, senza sentire nessuno. Invece la scienza economica può fare molto per individuare gli strumenti per correggere gli errori. Solo che per farlo serve una discussione pubblica aperta e ricca. Magari con il Parlamento al cenro. Ci vorrebbe una voce virile per dire:"ora basta".

In quella discussione lei cosa proporrebbe?
E' un anno che chiediamo un pò di miliardi per animare l'economia. Nessuno ha ricette risolutive, ma serve buon senso. Servono un pò di soldi da spendere nelle tasche degli italiani che ne hanno meno. Servono investimenti in piccole opere che partono in sei mesi. Bisogna aiutare le Pmi che hanno investito negli ultimi anni, dandogli una garanzia pubblica forte che non passi necessariamente per le banche. e ancora: innovazione per aiutare a fare nuovi prodotti e un piano sull'economia verde.

C'é chi ha proposto di abbattere la pressione fiscale sul lavoro, magari ricorrendo a una patrimoniale.
le tasse sul lavoro vanno abbattute e togliere tutta l'Ici é stato improvvido. Ma non sbandiererò il tema della patrimoniale. Io vedo un'operazione di medio periodo: una Maastricht della fedeltà fiscale. Portare in Italia  l'evasione a una distanza di non più di tre punti dalla media europea. E' un processo di civilizzazione fiscale che va ottenuto con incentivi e sanzioni, premiando anche le categorie che migliorano il tasso di fedeltà.

Quello dell'abbattimento della pressione fiscale può essere un tema del partito nuovo che avete in mente?
Assolutamente si, le tasse sul lavoro vanno ridotte. E in particolare sui redditi medio-bassi.

Qualcuno del partito la critica sostenendo che lei voglia tornare a un soggetto social-democratico classico.
Se ci fosse meno pigrizia si coglierebbe che nel '94 ero presidente dell'Emilia Romagna e lanciai il "progetto democratico", che poi divenne lista alle elezioni del '95. L'idea di attraversare le colonne d3Ercole della tradizione ce l'ho e credo di averlo anche dimostrato.

E' una risposta a Veltroni?
Non é una risposta a nessuno. Il mio progetto guarda avanti. Unisce i temi sociale, civico e liberale in un grande partito popolare.

E gli autonomi? Le piccole imprese? Come le raggiungerete?
Innanzitutto non dicendo che le abbiamo azzeccate tutte.

Riecco la polemica con Veltroni.
Eppoi, riconoscendo che, nella crisi, lavoratori e imprenditori si sono molto avvicinati, perché nella globalizzazione se su una barchetta in mezzo ai flutti e questo crea necessità di dialogo tra tutti. L'imprenditore che sta nelle regole fa pienamente parte del nostro progetto. Ci vuole un nuovo patto economico-fiscale, dove noi registriamo la centralità del sistema delle piccole e medie imprese.

Basterà a convincere quei ceti?
Lo spero, ma serve anche reciprocità. Per un commerciante é giustamente importante il livello di fiscalità e burocrazia, ma é anche importante quanti soldi ha la gente che arriva davanti ai negozi. Se la ricchezza viene distribuita meglio ci sarà più benessere per tutti. Questo va capito. Noi abbiamo peccato qualche volta per illuminismo, ma un recupero di civismo serve.

Su welfare e pensioni la socialdemocrazia in tutta Europa mostra segni di invecchiamento.
C'é una questione pensionistica vera. Chi oggi é giovane rischia di avere una pensione da fame. Dobbiamo riflettere su queste due gambe che abbiamo inventato siano sufficienti. Serve più redistribuzione.

Sentiremo da voi una parola finalmente chiara sull'allungo dell'età della pensione?
Non é questa la cosa più urgente. Io sono favorevole su un allungamento su base volontaria, ma il problema é quello delle pensioni dei giovani.

Per i giovani c'é anche un problema di accesso al lavoro. Lei é favorevole al contratto unico?
attenti agli slogan, ma una soluzione contrattuale più unificata che garantisca l'ingresso, che crei meccanismi di convenienza per processi di stabilizzazione, é assolutamente prioritaria. Ci sono varie proposte sul tavolo, una sintesi si può trovare.

E la partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese?
Ho delle perplessità. Un lavoratore che ha già la sua vita in azienda deve metterci anche i quattro soldi che ha?

Non é che su questo tema sente la pressione della CGIL?
Il PD non si farà tirare la giacca dal sindacato.Abbiamo una nostra visione della società. In cui per esempio c'é un ruolo forte della contrattazione decentrata. Come c'é ampio spazioper forme di bilateralità. Il mio PD avrà sui temi del lavoro e dell'impresa una posizione autonoma e dialogante con tutti.


FABRIZIO FORQUET
 




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L’ASSEDIO

ANTONIO LIROSI – ENRICO CINOTTI

L’ASSEDIO
Il difficile cammino delle liberalizzazioni a favore del cittadino-consumatore
Retroscena e risultati delle lenzuolate tra resistenze della politica e delle lobby
Aliberti editore

Prefazione di Pier Luigi Bersani

 

Nonostante l’avanzare della crisi economica, in Italia ci sono ancora caste che osteggiano l’opportunità di risparmio rappresentata dalle liberalizzazioni.
Ora un libro racconta il backstage delle decisioni governative, adottate in gran segreto, e delle pressioni subite dalle lobby durante l’esame parlamentare dei due provvedimenti promossi da Pier Luigi Bersani. Un libro non soltanto per gli appassionati di politica ed economia, ma per tutti i cittadini e i consumatori, che potranno conoscere nel dettaglio i loro diritti e scoprire quali sono oggi le opportunità di risparmio. Che fine hanno fatto le “lenzuolate” promosse dal ministro Bersani? Dove sono finite le misure varate durante il governo Prodi? E chi le ha volute e le vuole tuttora... contrastare? A tre anni dal primo pacchetto di liberalizzazioni (che diventa legge il 4 agosto 2006) e a due dal secondo pacchetto (legge 2 aprile 2007), il racconto dei retroscena di chi si oppose venendo allo scoperto – tassisti, farmacisti, avvocati, banche, assicurazioni per primi – ma anche il lavorio di contrasto dietro le quinte, operato dalle lobbies e dai potentati economici, con la complicità di esponenti influenti dei partiti politici. Di destra e di sinistra. Il racconto di quella stagione, che si avvale del punto di vista di chi concretamente contribuì a dar vita a quelle riforme, si completa analizzando lo stato dell’arte di quei provvedimenti. Mentre la crisi economica morde il potere d’acquisto dei consumatori, non mancano i tentativi delle corporazioni colpite di mettere in discussione le liberalizzazioni. Il libro è completato da un’appendice, di valore d’uso pratico, grazie alla quale ogni consumatore potrà, misura per misura, capire cosa era previsto, qual è lo stato dell’arte e quali sono tuttora i nuovi diritti e le opportunità di risparmio, con alcuni nuovi dati sui risultati ottenuti:

.oltre 480 mila famiglie nel 2008 hanno ottenuto automaticamente dalla loro banca la cancellazione dell'ipoteca sulla casa dopo l’estinzione del mutuo senza più bisogno di rivolgersi ad un notaio. Il risparmio complessivo è stimabile in 100 milioni di euro;

.sono in aumento i clienti che cambiano banca senza più essere obbligati a pagare spese fisse di chiusura del conto corrente. Nel 2007 sono stati 2 milioni e trecentomila;

.ammonta a circa 2 miliardi di euro la cifra annua risparmiata dagli utenti di telefonia mobile  dall’eliminazione delle commissioni fisse per la ricarica delle schede  prepagate;

.sono 2.986 le parafarmacie attive al 1 luglio 2009, di cui 2.497 sono piccoli esercizi di vicinato, che vendono medicinali da automedicazione con pressi più bassi anche del 20%.  



Antonio Lirosi, economista, è dirigente al Ministero dello sviluppo economico. È stato consigliere del ministro Bersani per le liberalizzazioni, capo dipartimento per la regolazione del mercato, direttore generale per la tutela dei consumatori e, nel corso del 2008, garante per la sorveglianza dei prezzi.

Enrico Cinotti, giornalista del settimanale «Il Salvagente», segue da più di dieci anni il mondo dei consumatori. Ha collaborato per gli stessi temi con quotidiani e trasmissioni televisive.


Pier Luigi Bersani, che firma la prefazione del libro, è attualmente candidato alle primarie del Partito democratico. Figura chiave del nuovo corso del Pd, Bersani con le sue riforme in ambito economico ha tentato, da ministro dello sviluppo economico, di infliggere  un duro colpo ai “poteri forti” che dominano il nostro Paese e indeboliscono i cittadini.  



permalink | inviato da GianniPittella il 26/8/2009 alle 13:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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agosto       
Innamorato della politica come passione civile, entro giovanissimo nella Federazione Giovanile Socialista, di cui divento segretario regionale e membro della direzione nazionale.
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