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Europa Barcamp, l’ Europa la facciamo noi!

Care amiche e cari amici della rete,

La battaglia per un’Europa più unita e più forte ha segnato un importante successo con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, ma i tentennamenti e talune scelte poco felici che ne sono seguiti, e sopratutto le sfide che abbiamo davanti, dimostrano che tanta strada deve ancora essere fatta. La crisi che sta vivendo la Grecia e le tremende fibrillazioni che si estendono a tutta l’Europa,ci chiedono risposte forti in grado di salvare l’economia, di tutelare le fasce sociali piu deboli,di non compromettere I’ll futuro dei nuove generazioni. Oggi e’ in pericolo la tenuta della Unione Europea! E spetta a tutti noi produrre idee e proposte per difendere e rafforzare l’Europa, spunti e suggerimenti utili al dibattito in corso tra le grandi forze europee ma prezioso pure per sprovincializzare quello in corso in Italia

Per questo ho pensato di chiamare ognuno di voi ad una partecipazione diretta, sopratutto i giovani e coloro i quali stanno ai margini e vogliono dire ciò che oggi non va, ciò che deve essere corretto, ciò che invece deve essere difeso e valorizzato. Questo è il senso dello slogan “l’Europa la facciamo Noi”: dare vita ad una spinta dal basso basata su idee e proposte concrete da portare avanti tutti insieme. La politica da sola non è in grado di sostenere il progetto europeo, dobbiamo prenderne atto con umiltà e, senza tirarci indietro, dobbiamo favorire un movimento più ampio che poggi sulle idee e la forza dei singoli che diventano squadra per l’Europa. Facciamolo senza logiche di appartenenza e senza schemi precostituiti.

A questo fine ho pensato ad una iniziativa forte e concreta che metta a confronto tutti coloro con cui dialogo in rete e quanti altri vorranno, su alcuni spunti di dibattito che saranno arricchiti proprio grazie al contributo di tutti voi. Già da oggi attraverso il nostro sito sarà possibile intervenire in questo dibattito collettivo: ognuno potrà esprimere sui temi che proponiamo la propria opinione, aiutandoci in questo modo a elaborare idee e proposte per l’Europa di domani. Proposte che saranno dunque costruite da voi in rete. Terremo poi un’iniziativa,I’ll 27 di giugno,dalle 9,30 alle 18,a Napoli presso I’ll Castel dell’ Ovo , nel corso della quale potremo incontrarci per discutere insieme delle idee che ci siamo scambiati sul web. Chi non potrà intervenire personalmente, potrà comunque dialogare con noi attraverso collegamenti video o chat.

Sul sito www.europabarcamp.it troverete gia i primi spunti di riflessione, sui quali spero di avere presto i vostri commenti e le vostre reazioni. Su ogni area di discussione che concorderemo, potremo decidere insieme anche il modo e gli strumenti affinché le nostre proposte riescano ad avere un seguito anche nel dibattito politico e parlamentare e più in generale nel paese. Quel che vogliamo fare, insomma, è trasformare le idee in azioni.

Per il ruolo che rivesto in seno al Parlamento Europeo, per l’amore che porto ai valori e agli ideali europeisti, e per la necessità che colgo di un maggiore slancio dell’Italia, delle forze riformiste e democratiche e dei singoli cittadini nell’impegno comune di attuare il trattato di Lisbona e di andare oltre definendo e perseguendo nuovi obiettivi, spero che aderirete numerosi a questo progetto.

Ringrazio la Fondazione Italianieuropei, la Fondazione Zefiro e gli amici che hanno da subito condiviso questa idea, e vogliono promuoverla con noi. Se ritenete, fatemi sapere se siete interessati a partecipare, e in che forma, all’iniziativa. Già da subito, infatti, potete scrivere sul nostro sito www.europabarcamp.it suggerimenti e proposte e dare la vostra adesione.

Con affetto,
Gianni Pittella




permalink | inviato da GianniPittella il 25/5/2010 alle 18:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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UE. BERSANI ISTITUISCE NEL PD GRUPPO LAVORO SU TRATTATO LISBONA.

 Il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, d'intesa con i capigruppo di Senato, Camera e Parlamento europeo - Anna Finocchiaro, Dario Franceschini, David Sassoli - ha istituito un gruppo di lavoro interparlamentare per implementare le implicazioni del Trattato di Lisbona nei parlamenti nazionali. Lo fa sapere una nota del Pd, che spiega: il gruppo e' costituito, oltre che dai tre presidenti, da Stefano Ceccanti, Francesca Marinaro, Rosa Calipari, Sandro Gozi, Silvia Costa e Leonardo Domenici, indicati dai rispettivi gruppi parlamentari. E ancora: il gruppo sara' coordinato da Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento europeo.   "Con l'istituzione di questo gruppo- conclude la nota- il Pd intende dare la massima valorizzazione alle importanti novita' contenute nel Trattato, tra le quali il nuovo rapporto tra il Parlamento europeo e i Parlamenti nazionali e il ruolo diretto che questi ultimi potranno avere nella formazione delle decisioni europee perche' chiamati dal nuovo Trattato ad esprimere, entro 8 settimane, il loro parere sul rispetto del principio di sussidiarieta' su ogni proposta comunitaria".

’Il Pd e’ il primo partito a dotarsi di un coordinamento tra i gruppi parlamentari nazionali e europeo, che lo pone in condizione di mettere a disposizione dei propri elettori e del paese tutte le potenzialita’ dei nuovi strumenti di governance democratica dell’Unione introdotti dal Trattato di Lisbona’’. Lo sottolinea il coordinatore del nuovo gruppo di lavoro istituito dal segretario Pier Luigi Bersani, il primo vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella. ‘’Ringrazio il segretario del Partito democratico e i capigruppo di Camera, Senato e al Parlamento europeo per la fiducia – aggiunge Pittella - affidandomi il coordinamento di un’iniziativa che si innesta nel principale processo innovativo dei meccanismi di decisione della Ue da vent’anni a questa parte’’. ‘’L’obiettivo del nostro lavoro – conclude l’europarlamentare – sara’ ridurre ulteriormente la distanza tra i cittadini e le istituzioni dell’Unione, in modo che la legislazione europea sia adeguata ai reali  bisogni ed alle attese della comunità''.




permalink | inviato da GianniPittella il 13/1/2010 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Segnali positivi dal G20

Non c’è che dire, il Vertice di Londra è andato oltre ogni più rosea aspettativa. In una fase di acuta crisi economica mondiale, con naturali divaricazioni tra governi e stati in relazione a letture di essa, elaborazione di risposte, contrapposizione tra interessi, storie economiche nazionali, responsabilità, sembra aver comunque vinto il buon senso e lo sforzo di ricerca comune. Ricerca, se non di una vera e propria comune ricetta economica rigida, almeno di un set di provvedimenti e di alcune linee di tendenza essenziali che fanno sentire il mondo, da oggi in poi d’avanti alla crisi e alle sue possibili ulteriori conseguenze, un po’ più sicuro. Come sostenuto da Venturini, non ha vinto nessuno, e quindi hanno un po’ vinto tutti. La linea Obama incentrata su stimoli fiscali per la ripresa ed immissione di liquidità per i settori industriali più esposti alla recessione è stata mitigata dagli europei – tradizionalmente più attenti agli equilibri di finanza pubblica – con il coinvolgimento del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale che coordineranno i programmi di aiuti rivolti ai paesi maggiormente bisognosi.

Dall’altro lato, Francia e Germania avevano preannunciato la volontà di dare un giro di vite allo spinoso tema dei paradisi fiscali. Anche qui, il tentativo di trovare una intesa rispetto alle pulsioni sovraniste di Stati Uniti e Cina, ha prodotto un compromesso soddisfacente. Il coinvolgimento dell’OCSE, su questi temi, rappresenta una garanzia per tutti. Ma le conquiste principali del summit attengono al settore più strettamente bancario – creditizio e alla necessaria regolamentazione delle attività finanziarie. Dagli hadge found alle più generali attività degli istituti di credito, passando per il tetto ai bonus dei super manager alla verifica delle attività delle agenzie di rating, si definiscono finalmente criteri ed orientamenti ampiamente condivisi per accorciare il divario tra rapidità e movimenti globali della finanza da un lato, e troppo spesso, inazione e “nazionalità” delle scelte della politica dall’altro. Aver scelto di definire, infine, un approccio unitario sul “come” ripulire il mercato dai titoli infetti, dovrebbe anche metterci al riparo da dinamiche irresponsabili tipiche di certi giochi allo scaricabarile, e che avrebbero potuto riguardare tanto le relazioni tra i governi quanto i movimenti e le scelte dei singoli istituti di credito. In fin dei conti ciò rappresentava, e forse rappresenta ancora, uno dei rischi maggiori nonché uno degli elementi che più mina una ripresa anzitutto di fiducia tra consumatori, forze produttive, imprese, investitori. Di fronte ai rischi di un “nulla di fatto”, in verità assai temuto alla vigilia, il G20 di Londra sembra aver ribaltato in positivo le aspettative. Nei giorni precedenti Francia e Germania avevano fatto sentire la propria voce contro la possibilità di soluzioni fumose e vaghe che avrebbero sostanzialmente però lasciato tutto inalterato. E si deve anche alla nuova politica statunitense il merito di aver evitato tale infausto esito.

Dopo mesi di risposte e ricette nazionali ad una crisi invece mondiale, finalmente si è di fronte ad un’assunzione di responsabilità condivisa. Certamente siamo di fronte ad un salto di qualità delle classi dirigenti politiche, probabilmente consce della assoluta unicità del disastro economico abbattutosi sul pianeta. La ciliegina sulla torta sarebbe stata rappresentata da una presenza europea, nel senso di comunitaria, dell’UE, più incisiva e visibile.  L’Europa ha parlato soprattutto, invece,  per bocca dei leader dei suoi principali Paesi: Regno Unito, Germania, Francia.  Chissà che finalmente, con una linea di tendenza generale che in questa fase storica punta ad una maggior concentrazione e centralizzazione delle scelte, l’Europa non decida di imprimere un’accelerazione al proprio processo di integrazione politica, a partire dal difficile campo delle politiche economiche.



permalink | inviato da GianniPittella il 3/4/2009 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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La mia lettera per Donata Gottardi

Ho appreso con sorpresa e rammarico la notizia della decisione di Donata Gottardi di non ripresentarsi alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Le ragioni che Donata adduce per motivare la sua scelta sono sia politiche che personali.

Vorrei qui ricordare il grande contributo che Donata ha saputo apportare tanto alla Delegazione Italiana nel Gruppo del PSE quanto alle Commissioni parlamentari nelle quali Donata si è impegnata in questi anni. La sua lunga esperienza accademica e il suo impegno politico nel Partito Democratico, che Donata stessa richiama anche con punte di rammarico nella lettera che ha inviato ai colleghi parlamentari, sono state due delle caratteristiche che hanno reso la sua presenza così importante tra di noi.

La capacità di Donata di approfondire gli argomenti più complessi dei dossier di cui è stata responsabile, cito per fare solo qualche esempio il dossier della modernizzazione del diritto del lavoro oppure la relazione sulle finanze pubbliche dell'Unione economica e monetaria, le hanno reso un unanime riconoscimento e rispetto trasversale ai gruppi politici al Parlamento europeo.

Vorrei chiedere a Donata di pensare ancora, di riflettere sulla decisione che ci ha trasmesso. Il Parlamento europeo con l'accrescimento del suo potere legislativo, e la Delegazione italiana al suo interno, hanno estremamente bisogno di personalità che, come Donata ha dimostrato, riescono ad abbinare perfettamente la ricchezza accademica con la sensibilità della politica.



permalink | inviato da GianniPittella il 30/1/2009 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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Dopo lo spumeggiante Sarkozy, la valeriana Topolanek

Ha citato la Repubblica ceca più di 50 volte in meno di 30 minuti, ha perfino richiamato lo scontro interno tra il suo governo e l'opposizione, ha candidamente ritagliato per i suoi sei mesi di Presidenza del Consiglio UE, un ruolo notarile, di registrazione o al più di mediazione tra i 27 stati membri. Il primo ministro ceco Mirek Topolanek è stato stamattina a Strasburgo onestamente se stesso... un euroscettico, che si trova, suo malgrado, a svolgere una funzione sovranazionale e lo farà con un profilo bassissimo, portando avanti qualche dossier burocraticamente.
Infioretta il suo discorso con due slogan ad effetto (le tre E: economia, energia ed Europa nel mondo) e le due G (Gaza e gas), ma è come se mettesse una cravatta elegante su un vestito logoro e spento. Nessuna sorpresa. Dopo lo spumeggiante Sarkozy, la valeriana Topolanek. Questo è il destino dell'Europa se non si riforma, come previsto nel Trattato di Lisbona, l'assurda semestralità della Presidenza del Consiglio."



permalink | inviato da GianniPittella il 14/1/2009 alle 13:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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gennaio       
Innamorato della politica come passione civile, entro giovanissimo nella Federazione Giovanile Socialista, di cui divento segretario regionale e membro della direzione nazionale.
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