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Dal Parlamento europeo un primo segnale alle banche

Ieri la Commissione economica del Parlamento europeo ha votato all'unanimità la mia Relazione   nella quale vengono indicati gli strumenti per superare le difficoltà identificate dall'indagine condotta dalla Commissione europea sulla concorrenza nel settore dei servizi bancari al dettaglio, pubblicata  il 31 gennaio 2007. L'indagine mise in evidenza una serie di motivi di preoccupazione per quanto riguarda la concorrenza nei settori dei prodotti bancari al dettaglio, delle carte di pagamento e dei sistemi di pagamento. Dal rapporto, che sarà votato dal Parlamento europeo in plenaria nel prossimo mese di giugno, emergono chiare indicazioni rivolte alla Commissione europea e all'industria bancaria. L'espressione unanime della Commissione economica sulla mia Relazione fa ben sperare perché si raggiunga un consenso ampio anche in Aula. Si tratterebbe di un importante segnale politico lanciato dal Parlamento al mondo dell'industria bancaria europea perché si superino le difficoltà che i consumatori devono affrontare nel rapporto quotidiano con la propria banca, soprattutto in termini di costi elevati.  Il caso dei servizi bancari al dettaglio è particolare perché il carattere fiduciario che è tipico del rapporto banca-cliente indebolisce in alcuni casi la spinta che i consumatori danno ai meccanismi concorrenziali, aumentando così il potere di mercato delle imprese e determinando, in troppi casi, prezzi elevati.
 
Questi alcuni dei punti qualificanti del Rapporto votato ieri:
 
- viene chiesto alla Commissione europea di impegnarsi per migliorare il livello di mobilità dei consumatori, elemento chiave perché possa essere assicurata una reale concorrenza tra gli istituti bancari. Per il consumatore deve risultare semplice e soprattutto non costoso cambiare banca. Ancora adesso, in troppe realtà europee, si tratta di un'operazione lenta e onerosa per i clienti;
 
- relativamente ai servizi offerti dalle banche alla clientela, nella Relazione i deputati si esprimono contro qualsiasi vincolo contrattuale non chiaramente necessario che impedisca o metta in difficoltà la mobilità della clientela;
 
- viene raccomandato all'industria bancaria europea di migliorare le procedure che riguardano la chiusura di un conto corrente applicando solo i costi pienamente giustificabili, assicurando la rapidità di tale servizio ed evitando la duplicazione di costi;
 
- poiché l'informazione fornita dagli istituti bancari alla propria clientela è un elemento fondamentale per assicurare la concorrenza tra le banche stesse viene richiesto alla Commissione europea di impegnarsi affinché le banche forniscano informazioni di migliore qualità e più facilmente accessibili ai consumatori. Viene altresì chiesto all'industria di lavorare affinché sia fornito ai consumatori, al momento della apertura di un conto corrente, un modulo informativo succinto e dettagliato e soprattutto centrato sulle voci di costo - inclusi gli eventuali costi di chiusura - in un formato che permetta una facile comparazione. Nella Relazione viene sottolineato che, nel caso in cui le banche non si adeguassero a tale indicazione, la Commissione europea è invitata a proporre un intervento legislativo in tal senso;
 
- viene chiesto all'industria bancaria di valutare la fattibilità di un motore di ricerca web europeo che permetta ai clienti  la comparazione dei servizi offerti da differenti istituti bancari;
 
- rispetto alle carte di pagamento, e in particolare alle cosiddette commissioni interbancarie (MIF), nel Rapporto si chiede alla Commissione europea di proporre "linee guida" per correggere le imperfezioni attualmente esistenti sul mercato e di indicare agli operatori i criteri per definire la metodologia di calcolo delle MIF in maniera da assicurare un più elevato livello di concorrenza.



permalink | inviato da GianniPittella il 7/5/2008 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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In Italia ed in America

Vi posto di seguito la mia dichiarazione che ho rialsciato all'adnkronos sulle differenze tra il sistema bancario italiano e quello americano:

Le ripercussioni delle turbolenze internazionali sulla liquidita' delle banche italiane sono state meno intense che in altri sistemi, grazie ad una minore esposizione dei nostri istituti di credito verso il mercato dei mutui subprime statunitensi, ed all'ampia quota di depositi della clientela fra le fonti di raccolta". E' quanto dichiara Gianni Pittella presidente della delegazione italiana del PD/PSE al Parlamento europeo che spiega, in relazione alle differenze tra il sistema Usa e quello europeo, come in questo momento "l'Ue stia definendo regole comuni rispetto ai crediti ipotecari con l'obiettivo di tutelare ed informare al meglio i consumatori, garantire concorrenza tra le banche a fronte di regole di adeguatezza patrimoniale e valutazione del rischio
appropriate.
 
Pittella, nella sua analisi, spiega anche che "dal manifestarsi delle crisi finanziarie degli anni Novanta l'idea dei mercati autoregolati e' stata gradualmente abbandonata e si e' intrapresa una fase di ri regolazione che passa attraverso alcune tappe note come Basilea I e II, Solvency I e II, Iass ecc. Anche questo nuovo sistema di regole e' apparso spiazzato dalla proteiforme capacita' dei mercati di cambiare anche in risposta alle nuove regole. Da un lato quindi il processo di regolamentazione dei mercati finanziari europei continua positivamente -afferma l'eurodeputato- dall'altro pero' aspetti rilevanti quali il coordinamento della supervisione finanziaria, che non spetta alla Bce, ma resta nelle mani dei supervisori nazionali che si coordinano tra di loro all'interno del Cesr, e delle politiche economiche e fiscali resta slegato rispetto alla realta' della moneta unica, dell'area euro e della politica monetaria della Bce". "Questo nodo tutto interno allo sviluppo dell'unione economica e monetaria dell'Ue, di per se' gia' complicatissimo da sciogliere -spiega infine Pittella- si affianca a quello internazionale. La realizzazione di un sistema economico finanziario europeo regolamentato e coordinato e' a questo punto ancor piu' necessario per rispondere al nodo dei rapporti finanziari internazionali, a partire dai tassi di cambio dell'euro (nei confronti di dollaro, yen e yuan) fino ad arrivare alla necessita' di individuare norme o principi comuni a livello internazionale.



permalink | inviato da GianniPittella il 21/4/2008 alle 18:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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aprile       
Innamorato della politica come passione civile, entro giovanissimo nella Federazione Giovanile Socialista, di cui divento segretario regionale e membro della direzione nazionale.
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